La presentazione della nuova Commissione europea – che deve comunque ancora passare al vaglio del Parlamento europeo che ha il diritto di rigettare ogni singolo commissario – è al centro dell’attenzione dell’opinione pubblica di tutti i 27 paesi membri.
In Italia la proposta di Raffaele Fitto a vicepresidente con delega alle politiche di coesione e alle riforme ha scatenato una ridda di commenti che vanno dal giubilo del governo alle critiche più accese dell’opposizione. Come spesso accade in questi casi la verità sta nel mezzo, ma quel che più conta e che si dovrebbe smettere di analizzare la questione dal solo punto di vita nazionale e guardarla da una prospettiva più europea. In passato l’Italia ha sempre avuto un ruolo “pesante” all’interno dell’esecutivo europeo, ma il ruolo assegnato a Fitto non sembra poter riconfermare questa tradizione.

